I movimenti o gesti del quotidiano

E’ interessante riflettere sui meccanismi che muovono il nostro corpo nella quotidianità, visto che in genere le nostre azioni si realizzano in modo automatico e inconsapevole.

La nostra vita non sarebbe effettivamente gestibile se noi dovessimo pensare a come realizzare tutti i nostri piccoli gesti quotidiani.

Così la nostra mente, fin dalla prima infanzia,  ha acquisito degli schemi motori di base (ad es. camminare ) e schemi posturali (ad esempio flettersi) , entrambi sono presupposto per il successivo strutturarsi di azioni che prevedono il susseguirsi meccanico di attivazioni muscolari e scheletriche .

L’importanza del gesto nella pratica dello Yoga

Nella pratica dello Yoga questi schemi diventano molto importanti, in quanto a causa di svariate situazioni , possono essersi “inquinati”, viziati da errori da “buchi percettivi”, vere e proprie sviste.

Questi comportamenti si sono radicati nel tempo e possono portare a  :

  • un disagio fisico, ad esempio  contratture muscolari
  • un disagio psichico, come ad esempio stati d’ansia, di panico, di irritabilità . Vere e proprie condizioni di malessere che alimentano pensieri anche ossessivi

In questa ottica quindi sarebbe assurdo andare a realizzare un asana portandosi nell’immobilità e arrivare ad una condizione di fastidio o addirittura di dolore, pregiudicando tutta la nostra pratica di Yoga, il cui scopo è quello di raggiungere il benessere psico-fisico.

Uno dei modi per avvicinarci alla corretta immobilità è quello di andare a ristrutturare, a rivedere i nostri schemi,  i nostri errori posturali che viziano le varie fasi del movimento.

La consapevolezza del gesto attiva la propriocezione

Con l’utilizzo della consapevolezza andiamo “a solleticare” la nostra mente portandola a ripercepire (propriocezione) le parti del corpo fisico,  in modo da capire se durante la realizzazione di piccole fasi di movimento intervengono degli errori.

Ricordiamo che se rimaniamo attenti il corpo ci avvisa attraverso segnali di disagio e di dolore.

Interessante è proprio la relazione di “attrazione” che si va a creare tra la mente e il corpo, che fa sì che ogni nostro gesto venga realizzato attraverso la volontà.

Come possiamo quindi andare a realizzare movimenti corretti ?

Proprio con l’intenzione e l’attenzione costante che ridà la possibilità alla mente di riprendere il controllo dei vari distretti muscolari e della collaborazione fra di essi.

Attivare la propriocezione permette di realizzare i concetti di omogeneità e completezza di movimento, in cui i vari distretti muscolari e articolari collaborano in perfetta sintonia.

Il risultato ovviamente si raggiunge attraverso :

  • l’allenamento e quindi la ripetizione continua dei gesti e del susseguirsi delle loro fasi
  • la correttezza del movimento che consiste nel “reimparare” ad attivare le giuste forze
  • il risparmio di forze per capire quando un movimento diventa faticoso

Da tutto ciò si evince, come già sottolineato, che la consapevolezza è essenziale premessa nella pratica dello Yoga .

Per predisporre schemi corretti di movimento dovrai esercitarti con costanza e addestrarti a mantenere la mente attenta e presente all’azione che stai compiendo .

Quali sono le strategie per realizzare un movimento corretto

Oltre a questi presupposti fondamentali, il passo successivo è  il procedimento da mettere in atto per produrre un vero e proprio cambiamento . Con il tempo e l’abitudine i nuovi schemi diverranno automatici e sostituiranno quelli precedenti.

Due modalità molto efficaci, che io spesso utilizzo nelle mie lezioni, sono le seguenti :

  • i movimenti ultrarallentati
  • i movimenti che utilizzano l’immagine mentale

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Il movimento è vita. Se migliori la qualità dei movimenti migliori la qualità della vita.

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